Nei Nidi e nelle scuole arriva il tempo della festa, oggi complicata dalla presenza di bambini provenienti da culture e religioni diverse e dal groviglio di ideologie di cui gli adulti sono portatori.
Ma è una complicazione o una ricchezza in questa epoca sempre più dominata dal " pensiero unico"? Il fatto che in uno stesso gruppo di bambini ci siano
cattolici ed ebrei, musulmani o figli di atei costringe gli educatori
a trovare soluzioni non banali che rispondano
ai bisogni dei bambini, ma siano rispettosi della fede o non fede dei genitori.
La dottoressa Lina Mannucci, responsabile pedagogica della scuola dell'infanzia
"Margherita Fasolo"di Firenze che attua con grande oculatezza i principi dell'educazione attiva quali sono
espressi dai CEMEA, da anni propone la festa dell'abete, l'albero che non è un segno religioso, ma il simbolo della continuità nella natura : tanti altri alberi
perdono le foglie; il verde, segno di vita, scompare quasi ovunque,
mentre l'abete non cambia . Con le sue minuscole foglie ad ago,
la forma a capanna, il vago profumo di resina resiste al gelo e al grigio,
alla pioggia e alla neve.
Poco prima della lunga vacanza tra dicembre e gennaio nella Scuola di Firenze
tirano fuori dall'armadio un piccolo abete finto : i bambini preparano o stelline,
o cerchi colorati, che poi ciascuno appende a un ramo:
come un ringraziamento o un segno di amicizia in attesa di ritrovarsi .
In cima non c'è la cometa, né altri segni, senza racconti che spetta ai genitori dire, in sintonia con ciò che si crede o si sente.
Ma è una complicazione o una ricchezza in questa epoca sempre più dominata dal " pensiero unico"? Il fatto che in uno stesso gruppo di bambini ci siano
cattolici ed ebrei, musulmani o figli di atei costringe gli educatori
a trovare soluzioni non banali che rispondano
ai bisogni dei bambini, ma siano rispettosi della fede o non fede dei genitori.
La dottoressa Lina Mannucci, responsabile pedagogica della scuola dell'infanzia
"Margherita Fasolo"di Firenze che attua con grande oculatezza i principi dell'educazione attiva quali sono
espressi dai CEMEA, da anni propone la festa dell'abete, l'albero che non è un segno religioso, ma il simbolo della continuità nella natura : tanti altri alberi
perdono le foglie; il verde, segno di vita, scompare quasi ovunque,
mentre l'abete non cambia . Con le sue minuscole foglie ad ago,
la forma a capanna, il vago profumo di resina resiste al gelo e al grigio,
alla pioggia e alla neve.
Poco prima della lunga vacanza tra dicembre e gennaio nella Scuola di Firenze
tirano fuori dall'armadio un piccolo abete finto : i bambini preparano o stelline,
o cerchi colorati, che poi ciascuno appende a un ramo:
come un ringraziamento o un segno di amicizia in attesa di ritrovarsi .
In cima non c'è la cometa, né altri segni, senza racconti che spetta ai genitori dire, in sintonia con ciò che si crede o si sente.
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