domenica 9 dicembre 2007

Natale , una festa per tutti

Nei Nidi e nelle scuole arriva il tempo della festa, oggi complicata  dalla presenza di bambini provenienti da culture e religioni diverse e dal groviglio di ideologie di cui gli adulti sono portatori. 
Ma è una complicazione o una ricchezza in questa epoca sempre più dominata dal " pensiero unico"? Il fatto che in uno stesso gruppo di bambini ci siano 
cattolici ed ebrei, musulmani o figli di atei costringe gli educatori 
a trovare soluzioni non banali che rispondano 
ai bisogni dei bambini, ma siano rispettosi della fede o non fede dei genitori.

La dottoressa Lina Mannucci, responsabile pedagogica della scuola dell'infanzia
 "Margherita Fasolo"di Firenze
che attua con grande oculatezza i principi dell'educazione attiva quali sono
espressi dai CEMEA,  da anni propone
la festa dell'abete, l'albero che non è un segno religioso, ma  il simbolo della continuità nella natura : tanti altri alberi 
perdono le foglie;  il verde, segno di vita, scompare quasi ovunque, 
mentre l'abete non cambia . Con le sue minuscole foglie ad ago, 
la forma a capanna, il vago profumo di resina resiste al gelo e al grigio, 
alla pioggia e alla neve.  

Poco prima della lunga vacanza tra dicembre e gennaio nella Scuola di Firenze
tirano fuori dall'armadio un piccolo abete finto : i bambini preparano o stelline, 
o cerchi colorati, che poi  ciascuno appende a un ramo:  
come un ringraziamento o  un segno di amicizia in attesa di ritrovarsi . 
In cima non c'è la cometa, né  altri segni, senza racconti che spetta ai genitori dire, in sintonia con ciò che si crede o si sente.  



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