sabato 15 dicembre 2007

Lorenzo si ribella

Mio figlio Lorenzo ,
quarta elementare, è tornato a casa indignato
perché la maestra gli ha detto di mettersi in ultima fila accanto a Riccardo, che è il più discolo di tutta la classe, perché così, accanto a lui, si calmerà.
Lorenzo ha commentato con molta rabbia che questo non è il suo compito e che non vuole fare il custode di nessuno.
Che ne pensa?
Come devo intervenire?
Mi è arrivata oggi questa lettera e chiedo a qualcuno dei lettori se vuole rispondere a un tale problema.

domenica 9 dicembre 2007

Natale , una festa per tutti

Nei Nidi e nelle scuole arriva il tempo della festa, oggi complicata  dalla presenza di bambini provenienti da culture e religioni diverse e dal groviglio di ideologie di cui gli adulti sono portatori. 
Ma è una complicazione o una ricchezza in questa epoca sempre più dominata dal " pensiero unico"? Il fatto che in uno stesso gruppo di bambini ci siano 
cattolici ed ebrei, musulmani o figli di atei costringe gli educatori 
a trovare soluzioni non banali che rispondano 
ai bisogni dei bambini, ma siano rispettosi della fede o non fede dei genitori.

La dottoressa Lina Mannucci, responsabile pedagogica della scuola dell'infanzia
 "Margherita Fasolo"di Firenze
che attua con grande oculatezza i principi dell'educazione attiva quali sono
espressi dai CEMEA,  da anni propone
la festa dell'abete, l'albero che non è un segno religioso, ma  il simbolo della continuità nella natura : tanti altri alberi 
perdono le foglie;  il verde, segno di vita, scompare quasi ovunque, 
mentre l'abete non cambia . Con le sue minuscole foglie ad ago, 
la forma a capanna, il vago profumo di resina resiste al gelo e al grigio, 
alla pioggia e alla neve.  

Poco prima della lunga vacanza tra dicembre e gennaio nella Scuola di Firenze
tirano fuori dall'armadio un piccolo abete finto : i bambini preparano o stelline, 
o cerchi colorati, che poi  ciascuno appende a un ramo:  
come un ringraziamento o  un segno di amicizia in attesa di ritrovarsi . 
In cima non c'è la cometa, né  altri segni, senza racconti che spetta ai genitori dire, in sintonia con ciò che si crede o si sente.  



domenica 2 dicembre 2007

Perché un blog Montessori?

Vi piace la scuola dove mandate i vostri figli?
Vi piace che siano sottoposti alla tortura dei voti, dei compiti a casa, della continua valutazione?
Vi piace che stiano fermi per ore e ore ad ascoltare qualcuno che parla, su banchi ottocenteschi e in silenzio?
Guardate che esistono altri modi di far scuola, con i quali i bambini, perfino quelli del nido, possono scegliere le loro attività e concluderle in modo responsabile.
Esistono altri modi di partecipare alla vita dei nostri figli nel loro percorso scolastico, non vivendo come antagonisti i rapporti tra genitori e docenti o educatori, ma collaborando insieme.
La scuola migliore non è quella dei sussidiari, dell'imparare in astratto, del sistema quaderno-penna-gesso-lavagna. Bambini e ragazzi hanno bisogno di oggetti concreti da esplorare a piacere e ripetutamente per costruire in modo personale i concetti che sono alla base del sapere.
Noi possiamo offrirvi soluzioni, idee per la famiglia e per la scuola, per il nido e per i luoghi di vacanza.
Il nostro lavoro si basa sulle esperienze e sulle proposte di grandi educatori come Maria Montessori, Mario Lodi, Célestin Freinet, Arno Stern,  e poiché anche i neonati ci stanno a cuore: ancora Maria Montessori, Fréderick Leboyer, Michel Odent, Lorenzo Braibanti
e per i bambini dei primi tre anni di vita: Emmy Pikler ed Elinor Goldschmied e molti altri ancora...